[12/2018] Fare la data journalist in UK, sei offerte di lavoro in Italia e molto altro

L’ospite di oggi, meglio conosciuta come “colei che fa le domande e ottiene le risposte”, è già stata citata in molte altre newsletter.

Dopo i suoi numerosi interventi sul gruppo Facebook, stavolta ha dovuto accettare di invertire le parti e sottoporsi a una raffica di quesiti per la nostra intervista. Direttamente da Cardiff, ecco a voi Debora Aru!

E se vuoi leggere le puntate e le interviste precedenti, passa sul blog.

L’intervista

A Debora Aru.

ExaminerLive, “How long will it take to pay back your student loan? Find out with our widget“.

Il tuo lavoro in 140 caratteri?

Vivo in UK e faccio la data journalist per un’azienda che ha due testate nazionali e circa 250 locali. Mi occupo principalmente di local data journalism.

Come ci sei arrivata? Esperienze, studi, corsi di formazione…

Ho iniziato a fare la giornalista nel 2006 e dopo alcun anni da freelance (che in Italia vuol dire precaria/disoccupata) come general reporter, nel 2015 ho deciso di modificare il mio profilo professionale con qualcosa di più competitivo e spendibile sul mercato. Ho così seguito le orme di un’amica che un paio di anni prima si trasferì a Londra per studiare giornalismo. Ho fatto il master di Interactive Journalism alla City University e in quel periodo ho fatto una settimana di stage nell’azienda. Quando si è aperta una posizione, mi sono candidata e mi hanno assunta.

C’è qualcosa che non rifaresti del tuo percorso professionale?

Non aspetterei così tanto per trasferirmi all’estero e non sottovaluterei la conoscenza dell’inglese.

Qual è stata invece l’esperienza che ti ha dato tanto?

Lavorare in una redazione di un Paese straniero insegna molto dal punto di vista dei processi di creazione di una notizia e, soprattutto, ho reinstallato Excel sul pc, visto che l’avevo tolto perché non sapevo neppure come avviarlo.

Strumenti preferiti?

Google Spreadsheet, Infogram, Excel e, quando imparerò, R o Python.

Qual è secondo te il miglior lavoro di data journalism degli ultimi 5 anni e perché?

A me è piaciuto molto questo tool fatto dalla mia Data Unit prima che arrivassi. Permette di cercare i nomi delle persone che sono morte durante la Prima Guerra Mondiale e sapere dove sono seppellite e quando sono morte.

C’è un progetto a cui stai lavorando ora e che vuoi raccontarci?

Da circa un anno a questa parte abbiamo avviato un progetto di automatizzazione delle dataviz sui nostri cartacei. In pratica, una volta raccolti i dati, questi creano automaticamente data visualizzazioni senza bisogno che ci sia un giornalista a lavorarci.

Qui c’è il profilo Twitter di Debora.

Qui sotto il suo ultimo pezzo interattivo pubblicato.

EdinburghLive, “Quiz: How well do you know your area?“.

Dataninja Jobs

Diverse posizioni aperte nel team per la Trasformazione Digitale.

A Milano Blogmeter cerca un junior analyst per il suo team di social media intelligence.

Al Knowledge Media Institute della Open University vogliono ricercatori in questi ambiti: blockchain, linked data, learning e learning analytics.

Enel assume data scientist a Roma.

AKQA cerca un Data Scientist / Machine Learning Specialist.

Anche Excelle assume Data Scientist junior e senior.

Click!

Interactive di Reuters sul cambiamento della temperatura del mare.

I dati di spesa pubblica relativi al Disegno Legge di Bilancio in una visualizzazione a bolle.

Filippo Mastroianni vince il “Premio Datajournalism” a Festival Glocal, promosso dal Festival e Varesenews in collaborazione con Dataninja e la società Lombardia Informatica Spa.

La domanda del mese

Avete suggerimenti su siti/libri/tool educativi children friendly così cerco di iniziare i miei figli - giocando con i loro interessi - alla visualizzazione dei dati? Ecco cosa si dice nel gruppo Facebook!

 

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