A dicembre, due colleghe di Dataninja, Benedetta Tonnini ed Eleonora Rossi hanno collaborato a un’inchiesta realizzata da Civio all’interno del contesto dell’European Data Journalism Network. L’inchiesta riguardava la sotto rappresentazione delle donne nel ruolo di ambasciatrici nei diversi paesi europei, basandosi sui dati raccolti dall’Università di Gothenburg nel contesto del progetto GenDip – Gender in Diplomacy. Insieme agli altri partner abbiamo collaborato alla verifica dei dati, confrontando il GenDip con il sito della Farnesina.
Quello che l’inchiesta ha rivelato non ci ha particolarmente sorpreso: in Europa, in media solo il 30% degli ambasciatori sono donne, ci sono solo due nazioni che hanno raggiunto la parità (Svezia e Irlanda, con Lituania e Paesi Bassi che si avvicinano) e l’Italia si trova ben al di sotto della media europea, con solo il 15% di ambasciatrici.
Noi di Dataninja abbiamo deciso di raccontare questo lavoro concentrandoci non tanto sul dato in sé (e sulle sue cause e conseguenze politiche e sociali), quanto su come poter visualizzare in maniera efficace questa disuguaglianza di genere.
Abbiamo realizzato 3 diversi grafici, analizzando per ciascuno che tipo di informazione comunicano.
Grafico 1: la mappa
In quali paesi sono state assegnate le ambasciatrici italiane? La mappa del mondo, colorando ogni stato in base al genere della persona inviata lì dall’Italia, ci permette di vedere a colpo d’occhio come il colore che rappresenta gli uomini compaia decisamente più spesso di quello delle donne. Possiamo inoltre approfondire l’informazione per ogni singolo paese (esempio: In Zambia è stata assegnata una donna o un uomo?), ma con la mappa è difficile avere un’idea precisa della (s)proporzione tra ambasciatrici e ambasciatori.
Grafico 2: il grafico a torta
Il grafico a torta: uno dei più bistrattati di sempre. In questo contesto, però, si presta bene ad essere utilizzato: i nostri dati sono divisi solo in due categorie e con un grosso scarto tra le due. Nonostante le difficoltà della nostra mente a valutare le differenze tra aree (come leggiamo davvero un grafico a torta?), in questo caso ci permette di quantificare quanto poco sia il 15% del totale.
Rispetto alla mappa abbiamo “perso” un’enorme quantità di informazioni, in particolare quelle riguardanti la distribuzione spaziale, ma riusciamo ad avere un’idea precisa di quante sono effettivamente le ambasciatrici donne sul totale.
Grafico 3: il pittogramma
E se volessimo cercare di conservare la vista “a colpo d’occhio” della sproporzione tra donne e uomini, che ci permetteva di avere il grafico a torta, e l’informazione geografica? Per il terzo grafico abbiamo deciso di provare una via di mezzo tra le due precedenti con un pittogramma, in questo caso raggruppando in primis sui continenti e aggiungendo la possibilità di vedere più dettagli cliccando sul grafico.
Questo esercizio ci ha ricordato come non ci sia necessariamente un tipo di grafico “giusto” per i nostri dati e anche un dataset semplice come questo (3 sole colonne, tutte di dati qualitativi), ci ha permesso di esplorare tante opzioni diverse.
Una visualizzazione dati è efficace quando chi la crea riflette non solo sul tipo di dati, ma su quali aspetti di quei dati è più importante comunicare. La mappa metteva il focus sulla dimensione geografica, il grafico a torta sulla dimensione sistemica del problema, il pittogramma cercava di realizzare una sintesi tra le due esigenze. Non esiste un’opzione oggettivamente migliore, lavorare con i grafici è anche (o forse soprattutto) scegliere cosa comunicare e come comunicarlo.
Inoltre, un elemento fondamentale che si deve tenere a mente quando si disegna una visualizzazione dati è per chi la stiamo progettando: che strumenti ha chi guarda per decodificare le informazioni del grafico? Infine, cos’è di interesse per il nostro pubblico? Visualizzare dati è in primis un esercizio di comunicazione, dove ogni scelta ha un valore e un peso.
Nostalgia dei compiti a casa? Se volete unirvi a questo esercizio trovate qui il dataset pronto per essere scaricato e utilizzato… e se nel creare il vostro grafico vi venisse la tentazione di usare come palette per rappresentare donne e uomini il rosa e il blu, ecco qui una guida sempreverde delle tante alternative possibili!