Quando nacque Dataninja (2012) e cominciammo a occuparci di dati e data journalism, c’erano pochissime risorse da cui imparare. Pochissime persone in giro per il mondo, pochissimi strumenti. C’era però già il mitico Paul Bradshaw: un po’ giornalista, un po’ hacker, un po’ nerd, un po’ ricercatore, è sempre stato un pioniere in questo campo, lavorando tra l’altro alla BBC e coordinando il master in Data Journalism della Birmingham City University. Paul Bradshaw è stato con noi, in un workshop online dedicato a come usare ChatGPT e altri strumenti di Intelligenza Artificiale Generativa in ambito giornalistico. Ovvero, «robot che dicono cazzate», come li chiama lui stesso (qui in basso una delle slide).

La slide successiva sentenzia: «Chi dice cazzate è peggio di chi dice bugie. Non si preoccupa se qualcosa è vera o falsa. A loro interessa solo potere retorico – se chi ascolta o legge viene persuaso».
È una frase provocatoria e irriverente, ma serve a mettere un po’ in guardia rispetto a questi strumenti di intelligenza artificiale generativa. Usiamoli con la consapevolezza che sono molto diversi rispetto ai tanti altri strumenti e tecnologie che usiamo nella nostra vita quotidiana, che hanno comportamenti prevedibili e producono risultati standardizzati.
In questa edizione della newsletter ti condividiamo i link:
- alla registrazione della lezione in inglese, con sottotitoli (circa 50 minuti)
- alle slide che Paul Bradshaw ha messo a disposizione nostra e dei partecipanti, con tutti i link a risorse e tool citati.
All’interno troverai una carrellata di casi d’uso di ChatGPT e altri strumenti, classificati in base a differenti tipi di utilizzo. L’immagine gialla che vedi qui sotto è il TLDR (ami gli acronimi?) del workshop, dopo sono elencati (quasi tutti) i casi d’uso citati durante il workshop. Ma occhio, alla fine ci sono delle sorpresine.
Speriamo che sia un contenuto utile e di tuo gradimento. Enjoy!
